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giuseppe milizia: il designer delle scatole

> realizzate con legni pregiati e materiali quali vetro, plexiglass, alluminio, acciaio e radiche

Affascinato dall’eleganza del tardo decò americano, alcune sue scatole hanno linee rigorose e nomi di dive come Marylin, Rita, Bette: sono in legno pregiato con l’interno in pura seta per i gioielli o in cedro americano per i sigari.
Non ha saputo resistere Sharon Stone che ci ripone dentro i suoi trucchi e l’ha voluta rivestita in pelle tigrata; la cantante Dionne Warwick l’ha scelta in ciliegio per conservare la sua collezione di oltre 200 gioielli. Kevin Costner invece l’ha commissionata modernissima nello stesso grigio azzurro metallizzato della sua macchina e il sultano del Brunei in radica di noce con un grosso brillante incastonato; mentre Fidel Castro ha voluto che nell’interno della sua entrassero non meno di 60 sigari tutti in verticale. Mai come il cofanetto di Luca Cordero di Montezemolo che di sigari ne contiene 120. Nemmeno la moda ha saputo resistere e il texano Tom Ford, mente creativa di Gucci, ha ordinato una quantità indefinita di box di design raffinato per metterci dentro gli accessori di lusso della storica Gucci. Ma la scatola più preziosa, in termini affettivi, è quella regalata al papa Giovanni Paolo II.
Per la collezione 2010 Giuseppe Milizia si è ispirato all’architetto francese Le Corbusier, a quello giapponese Kenzo Tange, al genio brasiliano Oscar Niemeyer e allo scultore Antonio Canova. Sono pezzi unici realizzati con materiali pregiati (legni, lacche, radiche), accostamenti arditi e colorazioni geniali. Sono scatole destinate agli amanti del sigaro, ai collezionisti di oggetti preziosi (gioielli, orologi, penne di pregio), ma nulla vieta di usarle per custodire tutto ciò che ha un valore personale: il ricordo, la speranza, l’illusione. Queste scatole sono state pensate in modo che ciascuno le possa “leggere”, “interpretare” e quindi usare in base a ciò che esse ispirano.

> scatole o architetture?